Biografia

Stan nasce ad Ulverston, nel Lancshire, in Inghilterra, il 16 giugno 1890.

Il suo vero nome è Arthur Stanley Jefferson. Figlio d’arte: la madre, Madge Metcalfe, è un’ attrice drammatica mentre il padre, Arthur J. Jefferson, è uomo di spettacolo a tutto tondo: autore, attore, regista ma soprattutto impresario teatrale. Nonostante ciò il giovane Stan Jefferson (suo primo nome d’arte) prosegue il percorso artistico di famiglia per conto proprio, senza cercare appoggio alcuno: il padre sperava per lui una carriera professionale diversa e più sicura, così l’allora sedicenne Stan debutto su palco di Glasgow di nascosto dalla famiglia. Ma a sua insaputa il padre era tra il pubblico, potendo così constatare direttamente il talento dell’appassionato figlio. Con la benedizione della famiglia, Stan iniziò la sua carriera di attore e autore comico con piccole parti in piccoli teatri fino al 1909, anno in cui riuscì ad ottenere un provino, superato brillantemente, presso uno degli impresari più rinomati nell’Inghilterra di allora: Fred Karno. Fu così immediatamente scritturato entrando nella nota compagnia comica di Karno dove l’allora capocomico era un altro giovane talento dalle grandi promesse: Charles Chaplin. Stan e Charlie legano sia professionalmente che personalmente, divideranno anche le modeste camere d’albergo quando, tra il 1910 e il 1912, Karno porterà la compagnia in una lunga turnè negli Stati Uniti: l’inizio di tutto. Negli States i due giovani scopriranno il cinematografo. Chaplin ne venne immediatamente folgorato, tanto da abbandonare immediatamente il teatro, Stan invece continuò a preferire il palcoscenico ancora per qualche anno. Con l’uscita di Charlie, comico di punta, la compagnia di Karno si sciolse di lì a poco prima ancora di rientrare in Inghilterra; Stan decise di rimanere in America e di continuare a recitare formando un trio comico con due colleghi della ex compagnia Karno: “The Three Comiques”, nome poi cambiato in “The Keystone Trio”: la Keystone era la casa di produzione cinematografica che realizzava i corti di Chaplin (già famoso con il suo vagabondo), e con questo nome il trio portava sui palchi le comiche dell’amico più famoso imitandone Stan stesso il carattere ed il personaggio. Ma Stan voleva un’identità ed una maschera propria, personale, e fu così che abbandono sia l’imitazione di Chaplin che i due compagni inglesi formando un nuovo trio tutto suo insieme ad una coppia, marito e moglie, di attori americani debuttando con il nome di “Stan Jefferson Trio”. Di lì a poco conoscerà una cantante e attrice australiana, Mae Dahlberg, che lo conquisterà non solo artisticamente. abbandonato anche il secondo trio Stan farà coppia fissa, in scena e nella vita, con Mae: sarà lei a convincerlo a cambiare il nome d’arte con quello che diventerà il suo definitivo: Stan Laurel. Racconta lo stesso Stan che l’idea di un nome artistico nuovo lateva in lui già da tempo, in quanto, secondo la superstizione anglosassone, un nome composto di 13 lettere (Stan Jefferson) non può portare del bene. Un giorno l’attenzione di Mae, ammirando un ritratto di Scipione l’Africano su un libro di storia, venne catturata dalla corona sul capo del militare romano fatta di alloro, che in inglese è “laurel”. Pensò che Stan Laurel suonava bene, e lo pensò anche Stan, che scelse così il suo nome definitivo.

Nel 1917, tramite un amico comune, Stan riesce ad avvicinare il grande produttore della Universal Carl Leammle, a lui dobbiamo i grandi classici dell’horror con Boris Karloff e Bela Lugosi, e fu così che dopo l’amico Chaplin anche l’ormai Stan Laurel entra nel mondo del cinema con la sua prima comica: “Nuts in May”. Il successo anche sullo schermo è immediato, Stan macina una comica dietro l’altra per varie case di produzione arrivando fino alla Vitagraph dove farà coppia con uno dei più famosi comici dell’epoca: Larry Semon, noto in Italia con lo pseudonimo di Ridolini. Con Semon girerà tre comiche, ma in tutto quel periodo alla Vitagraph non avrà mai occasione di “incrociare” un giovane talento già affermato come corpulento antagonista che risponde al nome di Oliver Hardy.

Oliver Hardy (Babe, per gli amici), nasce ad Harlem, in Georgia, il 18 gennaio 1892, ultimo figlio di una famiglia che non ha mai avuto a che fare con lo spettacolo. Il suo vero nome è Norvell, come il cognome della madre: in America, soprattutto negli Stati Uniti del Sud si usa perpetuare il cognome della mamma assegnandolo ad un figlio come primo nome. Ormai ragazzo, in ricordo della prematura scomparsa del padre Ollie aggiungerà ufficialmente al suo anche il nome di battesimo del defunto genitore: appunto Oliver. La madre di Babe, rimasta presto vedova, acquista con i soldi ereditati un albergo in Harlem, attività con la quale manterrà la prole. Il piccolo Norvell passa pomeriggi interi ad osservare il via vai di persone diverse che soggiornano nell’hotel di famiglia, il suo spirito di osservazione nello studiare i caratteri della gente lo aiuterà in seguito, come raccontò ormai famoso, nella sua carriera di attore. Già da bambino, Hardy dimostra  predisposizione per il mondo dello spettacolo: ama la musica ed ha un grande talento per il canto (cosa che dimostrerà anche nei film con Stan), tanto da farlo scritturare, alla tenera età di otto anni, da un gruppo musicale professionista, i Menestrelli di Coburn, con il quale si esibisce girando il suo stato. Ma il canto non diventerà mai la sua passione, non tanto da farne un mestiere per la vita. A 18 anni, trasferitosi con tutta la famiglia a Milledgeville, trova lavoro niente meno che come gestore e proiezionista del cinema della città. Guardando e riguardando le comiche che proiettava, Oliver si appassionò alla nuova arte al punto da cominciare a pensare che potrebbe essere davvero un bel mestiere.

Nel 1913 Oliver prende coraggio e si trasferisce a Jacksonville, città dove risiede la Lubin Motion Pictures, casa di produzione cinematografica che realizzava la maggior parte delle comiche distribuite allora. La sua mole particolarmente corpulenta, cosa che nell’adolescenza fu causa di scherno da parte dei coetanei, si rivela ora una vera fortuna: Oliver viene pagato quasi a peso perchè quello del cattivo ciccione era uno dei ruoli di più sicuro successo nelle comiche di allora. Ma la paga da attore non basta, e la sera il giovane attore “arrotonda” sfruttando il suo primo talento facendo serate come cantante di piano bar. Al pianoforte è accompagnato da una pianista più matura di lui, Madelyn Saloshin: tra un duetto e l’altro i due si innamorano, e nel novembre dello stesso anno convolano a nozze. Presto la sua carriera cinematografica decolla, il numero di pellicole realizzate da Oliver prima della coppia è molto più alto di quelle girate dal solo Stan, passa da una casa di produzione all’altra, tra Jecksonville e New York: tra le innumerevoli comiche girate in quegli anni si ricordano quelle come antagonista di Jimmy Aubrey, un imitatore di Chaplin, e soprattutto del sopra citato Larry Semon (Ridolini) senza mai incontrare il giovane Laurel che ogni tanto affiancava Semon sulla scena. E’ in questi anni che Oliver assume il soprannome che, tra gli amici e le persone care, prenderà letteralmente il posto del suo nome di battesimo: Babe (letteralmente: bimbo) Racconterà che il barbiere degli studi cinematografici in cui lavorava era un italo-americano dichiaratamente omosessuale che alla fine di ogni rasatura gli pacioccava le guance col borotalco ripetendogli “Che bello babe!”. Cominciarono a chiamarlo tutti così per scherno, ma la sua autoironia fece sì che ci si affezzionò. Nel 1920, a causa dell’incompatibilità di carattere, Babe si separò da Madelyn, ottenendo il divorzio nel 1921, anno in cui conobbe e sposò Myrtle Lee Reeves, il suo secondo matrimonio. Ma la sua sorte in campo sentimentale non cambiò: Myrtle aveva problemi di alcoolismo.

E’ il 1921 quando Stan Laurel conosce l’attore e produttore Gilbert “Broncho Billy” Anderson che lo scrittura per una serie di comiche che vede il nostro come protagonista. Per girare il primo corto, Anderson chiamò uno dei registi più esperti nel genere comico, Jesse Robbins, ed uno dei migliori caratteristi del momento specializzato in parti da antagonista cattivo per fare da contraltare a Stan: Oliver Hardy. Fu così che con il film “Lucky Dog” (Cane Fortunato) Stan e Oliver si trovarono a recitare spalla a spalla, il primo come protagonista e il secondo come antagonista, per la prima volta casualmente insieme. Insieme funzionano bene, ma finite le riprese Oliver e Robbins tornano alla loro casa di produzione e Stan prosegue con la sua serie per Anderson. Qui Laurel ha la possibilità di creare una maschera propria e identificativa come i colleghi Chaplin, Harold Lloyd e Ridolini, e il suo successo aumenta.

Nel 1917 Stan ha 27 anni, è un uomo di successo, dal teatro ha imparato tutto e ora gli si aprono le porte del cinema.

A Los Angels il proprietario del teatro Hippodrome, il quale, oltre a gestire teatri, ha anche una piccola compagnia cinematografica, gli propone di girare un film: Nuts in May. Nei dieci anni successivi, Stan prima di fare coppia con Oliver metterà insieme, come protagonista e spesso anche come soggettista e regista, una sessantina di film, diventando, anche da solo, una stella di prima grandezza del cinema comico americano.

Siamo nel 1926, l’anno del grande incontro, e HAl Roach, produttore cinematografico, ha affidato a Stan la regia del film L’ove’em and Weep (Amale e piangi) dove è stato ingaggiato per la parte comica Oliver Hardy. Una domenica, Oliver, mentre si armeggiava fra i fornelli per preparare gustosi piatti agli amici, si ustionava seriamente un braccio e non poteva quindi l’indomani trovarsi sul set del film. A questo punto la parte viene sdoppiata per dare a Stan la possibilità di sostituire Oliver per i primi giorni. Per cui, alla fine, i due, per puro caso, si ritrovano ancora una volta insieme. Da qui il sodalizio fra Stan Laurel e Oliver Hardy si consolida pian piano fino ad arrivare al grande successo.

Harold Eugene Roach detto Hal è nato ad Elmira, New York, nel 1892 (morì a cent’anni, nel 1992)ed è stato il tipico self-made-man americano. A 17 anni partì per l’Alaska dove fece il cercatore d’oro e si adattò a tutti i mestieri, poi impiantò un’azienda commerciale a Settle e infine a Los Angeles divenne imprenditore. Qui, negli anni Dieci, entrò per caso in contatto con il mondo del cinema e fece la comparsa, specializzandosi come cow-boy, poi interpretò alcune parti più consistenti finchè nel 1914 conobbe il comico Harold Lloyd e -utilizzando un’eredità- gli produsse un film, che ebbe successo. Da allora, Roach incrementò sempre di più la sua attività di produttore nel cinema comico.

Negli “anni d’oro” , quelli degli Hal Roach’s Studios, dal 1926 al 1940, Stan Laurel e Oliver Hardy producono 89 film, di cui 30 cortometraggi muti, 43 cortometraggi sonori e 16 lungometraggi, ovviamente sonori.

Ollie si ammala durante la lavorazione del loro ultimo film AtolloK, l’unico girato in Europa, lontano dagli studi di Hollywood dove hanno consumato tutta la loro carriera cinematografica, prima da soli e poi dal 1926 insieme per 25 anni. Muore il 7 agosto 1957.Stan gli sopravvive di 8 anni, muore il 23 febbraio 1965. Quel giorno la morte di Stan Laurel mette la parola fine a due storie parallele che sono iniziate settant’anni fa ai due lati estremi dell’Oceano per poi avvicinarsi fino a coincidere perfettamente e formare così la più straordinaria coppia comica di tutti i tempi.

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Stan Laurel

Oliver Hardy