da una lettera di Lois Laurel Hawes di Nunzia Portacelli

La coppia comica più straordinaria di tutti i tempi ha lasciato un’impronta indelebile in tutto il cinema, e non solo.
La loro comicità è immortale. E rivive ogni volta che guardiamo un loro film o leggiamo anche una sola piccola curiosità su di loro.
Le loro storie hanno rallegrato le vite di più di una generazione. Fanno parte di noi, delle nostre vite, dei nostri ricordi.
E di ricordi ne ha tanti Lois Laurel Hawes, figlia di Stan, legatissima anche a “Zio Ollie”, come lei stessa dichiara in una lettera ai fans, tanto da darle la sensazione di avere due padri.
Lois non ha intrapreso la carriera di attrice, come per esempio fece la figlia di Groucho, ma ha partecipato alle riprese di “Swiss Miss” e a lei è dedicato “One good turn”.
Proprio per amore dei suoi “due papà”, Lois risponde alle lettere dei fans e racconta i suoi ricordi.
Una delle cose che più mi ha colpito leggendo queste lettere è stata sapere che Stan accoglieva in casa sua giovani soldati durante la seconda guerra mondiale. Era proprio quello, infatti, il periodo in cui i due amici lavoravano, mentre la guerra coinvolgeva tutto il mondo.
E questo forse è anche uno dei motivi per cui Stan e Ollie non amavano molto la vita mondana. Da una lettera di Lois, infatti, leggiamo che Thelma Todds era proprietaria di un caffè molto frequentato dagli amici, ma le apparizioni di L & H erano molto rare. Si dedicavano molto invece al lavoro, cinematografico e non.
Hal Roach oltre agli Studio’s aveva anche una stazione radiofonica in cui si sono esibiti più di una volta i nostri beniamini. Lois dice di non ricordare molto di quel periodo perché molto piccola. Ma che esistono varie interviste fatte a suo padre realizzate sia da John McCabe sia da Tony Thomas.
Così come conosciutissimo è lo spettacolo radiofonico del matrimonio di Stan.
Venuto a mancare Oliver, il suo amico Stan cominciò ad apparire sempre meno.
Specialmente dopo che le sue condizioni di salute peggiorarono. Sua figlia Lois, in una delle lettere, ci spiega che suo padre era una persona molto riservata. Una persona che amava dare sempre il meglio nelle cose che faceva. E poiché non si sentiva più in forma come al solito, non voleva che la gente rimanesse delusa da lui.
Attraverso queste lettere abbiamo scoperto un altro pezzo della vita dei nostri amati Stanlio e Ollio. Li ricordiamo sempre con piacere, magari mentre ci salutano agitando tra le mani le loro “bombette”…