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Laurel & Hardy, di Marco Giusti (3, fine)

Inviato: 19/02/2020, 10:03
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... ti-3-fine/

Nel 1935, con Thicker than Water, finiscono le comiche da due o tre rulli, ma già nel ’31 avevano esordito nel lungometraggio (Muraglie). La crisi delle comiche discende dall’irruzione dei cartoni animati (Topolino di Disney, Popeye di Paramount, Picchiarello della Universal), la cui durata si aggiungeva a quella del lungometraggio in programmazione.

Una delle situazioni topiche che innescano la loro irresistibile comicità è metterli alle prese con “qualcosa da fare non sapendolo fare”: vendere alberi di Natale in estate, sistemare l’antenna sul tetto, costruire un grattacielo, riparare una barca, portare un pianoforte su per una scalinata…

In molti loro film si possono ravvisare ambiguità sessuali; stanno nello stesso letto, oppure sono sposati con donne identiche. Il vizio è del tutto assente nei loro comportamenti: “sono dei personaggi innocenti, non hanno coscienza del peccato”. Come fossero cartoni animati, Stan e Ollie attraversano disastri senza farsi del male: il rituale della distruzione avviene “senza scomporsi”.

Buono e molto dignitoso, finché resta solo, Ollie appare inserito in situazioni tranquille: è Stan a perturbare questa armonia. Lo spettatore tende a identificarsi in Ollie, ne riconosce “l’appartenenza al nostro mondo”, mentre Stan è una specie di alieno che segue una logica imperscrutabile. Ollie è pur sempre un gentiluomo del Sud, vanesio e orgoglioso della sua identità; Stan, invece, è praticamente privo di identità, come se fosse stato appena catapultato da un altro pianeta: “la sua logica lo induce ad accendere un fiammifero per vedere se ha spento la luce”.

I finali dei loro film sono semplici interruzioni del flusso narrativo, il pubblico sa che ritroverà quella coppia, le loro avventure continueranno, ogni finale è sostituibile con mille altri.

Billy Wilder li amava alla follia, al punto da tentare di realizzare un film su di loro, nei primi anni Sessanta, e di citarli ripetutamente: “in Some Like it Hot l’inizio è direttamente ripreso da Below Zero – i suonatori nella neve; le sequenze in treno sono simili a quelle di Berth Marks; i travestimenti di Lemmon e Tony Curtis ricordano quelli di Stan. Per non parlare di Marilyn Monroe in The Seven Years Itch che ha la gonna sollevata da una corrente d’aria per strada, come Stan Laurel in Putting Pants on Philip. E la lista potrebbe continuare”.

Nel 1940, Laurel e Hardy chiudono il loro lungo sodalizio con Hal Roach, “tenteranno invano di mettersi in proprio per poi accettare contratti disastrosi con la Fox e la stessa Metro”. Ma nel secondo dopoguerra, i loro film sbarcano in Europa e il loro successo è clamoroso. I due compiono varie tournée in Europa, l’ultima nel 1953.

Fu Stan a proporre il motto per l’associazione dei loro fans (I figli del deserto): “Due cervelli senza una sola idea”. (3, fine)

Laurel & Hardy (Il Castoro)

Inviato: 19/02/2020, 10:05
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... castoro-2/

Dal libro di Marco Giusti, edito nel 1978 e ripubblicato nel ’95.

Dopo un casuale incrocio nel 1917 (Lucky Dog), la coppia arriva a congiungersi nel 1927, quando Stan (costretto da Roach) passa dalla regia al ruolo di attore. In Why Girls Love Sailors, Babe inventa sia il Camera Look che il Tie-Twiddle.

Nel 1935, Stan dirà di Ollie: “È un grande artista. Ha la saggezza di comprendere che è stato creato per far ridere gli altri”.

Il loro bilancio matrimoniale: tre mogli Ollie, quattro Stan (per un totale di otto matrimoni). James Finlayson era massone, come Oliver Hardy; altri noti comprimari furono Charlie Hall, Ben Turpin, Edgar Kennedy. Finite le riprese, mentre Stan seguiva meticolosamente ogni passaggio produttivo, Ollie amava giocare a golf (fra gli altri, con Hal Roach, W.C. Fields, Bing Crosby).

Nei primi film, più che una coppia è un trio: James Finlayson gioca un ruolo sullo stesso piano. I loro cortometraggi sono caratterizzati da una regia che punta alla semplicità e alla perfetta geometria delle inquadrature. Di solito, Ollie porta vestiti scuri troppo stretti, mentre Stan è sul grigio chiaro con misure molto abbondanti.

All’estero, Stan e Ollie diventano Stan e Ollie, Crik e Crok, Dick e Dorf, Gordo e Flaco, Flip e Flop. Fra il 1927 e il 1935 girano 69 corti, così distribuiti: 1927 (13), 1928 (10), 1929 (13), 1930 (8), 1931 (6), 1932 (6), 1933 (6), 1934 (4), 1935 (3). I primi otto vennero prodotti da Roach con Pathe, da Sugar Daddies strinse una relazione con MGM. Il primo sonoro, nel 1929, ha per titolo Unaccustomed as We Are. Nel 1932 vince l’Oscar per il cortometraggio The Music Box, diretto da James Parrott.

Per la loro formazione nella pantomima e nello slapstick, i due odiavano il parlato. Nel muto, potevano concedersi comiche sfrenate, scatenate, mentre nel sonoro devono rientrare in certi canoni della commedia. All’avvento del sonoro, “basterà l’uso del rumore a mostrare quanto i due fossero subito all’altezza della situazione: per rendere reale una caduta, ad esempio, sono sufficienti il tonfo e l’urlo di Ollie mentre la macchina da presa se ne resta ferma, in una sorta di pudicizia morale, sulla faccia inebetita di Stan”.

Laurel & Hardy (Il Castoro)

Inviato: 19/02/2020, 10:07
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/03/26/25862678/

Arthur Stanley Jefferson nasce il 16 giugno 1889 a Ulverston (GB) e muore il 23 febbraio 1965 a Santa Monica. Alto un metro e 73, ha due mesi meno di Chaplin e tre anni più di Hardy. È figlio di attori, a 19 anni entra a far parte della compagnia di Fred Karno, la più nota nel teatro di pantomima; ne faceva parte anche Chaplin.

Oliver Norvell Hardy nasce a Harlem, Georgia, il 18 gennaio 1892 e muore a North Hollywood il 7 agosto 1957. Un metro e 85, presto orfano di padre, avvocato, cresce insieme a una madre che dirige un albergo a Madison (Georgia); passava ore nella hall a “osservare” la varia umanità che vi transitava.

La prima tournée americana della compagnia di Karno è del 1910; ma il grande successo arriva due anni dopo. Mack Sennett mette sotto contratto Chaplin e altri attori. Anche Stanley si ferma in America. Nel 1916 diventa Stan Laurel, nel ’22 entra negli Studios di Hal Roach. Impara la regia il montaggio, il controllo di ogni fase della produzione da personalità come James Parrott, Clyde Bruckman, Leo McCarey, Tay Garnett, Fred Guiol, George Stevens. Fare il regista è la sua autentica ambizione.

Nel 1917, per caso, Laurel e Hardy recitano insieme in un corto; all’epoca, Hardy aveva sempre ruoli da cattivo, “Era il mio peso che mi faceva quasi automaticamente un cattivo”, il suo contratto prevedeva che il suo compenso salisse al salire del suo peso (arrivò a pesare 120 chili).

Dal 1913, Ollie comincia a fare l’attore nelle comiche, cominciano a chiamarlo Babe. Lavora accanto a Larry Semon, un genio nella costruzione della gag visiva. Nel ’23 recita in un film di Keaton (The Three Ages) e sempre quell’anno è protagonista dell’episodio che farà svoltare la sua carriera: sale a cavallo e quello si accascia sotto il suo peso, la troupe scoppia a ridere, Hal Roach lo scrittura come attore comico.

“Langdon, Chaplin, Lloyd, Keaton si trovarono nelle condizioni, ormai irripetibili, di essere giovani in un’arte ai primi passi, tutta da inventare… Spesso la gag visiva si trasformava da semplice invenzione per far ridere in affascinante occasione per esplorare lo spazio cinematografico”.

La frase è di Marco Giusti, come le informazioni che precedono; le ho tratte dal libro del Castoro Cinema uscito nel 1978 e ristampato dall’Unità nel 1995. “Sono i registi dei loro registi”. Perciò Il Castoro Cinema li considerò “autori”, e il curatore Fernaldo Di Giammatteo li inserì a pieno titolo in una collana interamente dedicata ai registi.

Unaccustomed As We Are (Non abituati come siamo), Lewis R. Foster, 1929

Inviato: 19/02/2020, 10:34
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... er-1929-8/

Girato sia muto – la versione che ho visto – che sonoro: uscì il 4 maggio 1929, e la nuova complicazione tecnica (nascondere microfoni poco sensibili) venne bilanciata dall’economia delle scene, concentrate in due stanze d’appartamento e il pianerottolo in mezzo.

Prodotto da Hal Roach per MGM, si basa sulla sceneggiatura di Leo McCarey, le didascalie di H.M. Walker, la fotografia di George Stevens e John McBurnie. La trama si presta a dilatarsi in lungometraggio: nel 1938 verrà saccheggiata per Block-Heads (Teste dure -Vent’anni dopo). Determinante è il contributo dei comprimari: la bruna Mae Busch interpreta la rissosa signora Hardy, la bionda Thelma Todd è l’avvenente signora Kennedy e Edgar Kennedy fa il poliziotto suo marito.

Ollie ha invitato Stan a cena, senza dirlo alla moglie, che quando lo scopre si infuria, sbatte la porta e va da sua madre, minacciando di non tornare mai più. Prima di entrare nel suo appartamento, Ollie aveva fatto lo smorfioso con la vicina di casa, la signora Kennedy. Umiliato dalla figuraccia con l’amico, lui che è il capofamiglia nonché un gentiluomo del sud con il culto dell’ospitalità, Ollie decide di preparare la cena per Stan. L’amico deve limitarsi ad aiutarlo. La distruzione è inevitabile…

I rumori attirano l’attenzione della signora Kennedy, che si offre di aiutarli. Ma appena entra in cucina, si dà fuoco al vestito, resta in sottoveste e diventa necessario avvolgerla nella tovaglia. Ollie è mortificato, lei sta per andare a cambiarsi nel suo appartamento, quando vede rientrare il marito. Accigliato e in divisa… Un attimo dopo, Ollie scopre che anche la signora Hardy sta tornando a casa.

La verità non sarebbe convincente, la donna va nascosta in un baule. Per farlo uscire dall’appartamento, Ollio dice alla moglie che vuole partire per il Sud America; la signora Hardy strepita, il vicino sente il baccano e si presenta. Non sapendo chi è nascosto nel baule, il poliziotto fraternizza con Ollie, confidandogli certe sue infedeltà… Solo Stan uscirà indenne dal doppio disastro coniugale. Ma alcuni tipi di dolore e di punizione restano fuori scena, lasciarti all’immaginazione dello spettatore.

That’s My Wife (Ecco mia moglie), Lloyd French, 1929

Inviato: 19/02/2020, 10:39
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... ch-1929-8/

Cortometraggio muto, scritto e filmato nel dicembre del 1928, uscì nelle sale il marzo successivo. Soggetto di Leo McCarey, didascalie di H. M. Walker, fotografia di George Stevens, montaggio di Richard C. Currier; Hal Roach coinvolse il meglio della sua casa di produzione, e accanto a Laurel e Hardy fece recitare Vivien Okland (la signora Hardy), Jimmy Aubrey (il corteggiatore ubriaco), William Courtright (zio Bernal) e molte comparse.

Ollie si è sposato, ma ha commesso un errore irreparabile: ospitare Stan. Costui si è insediato dagli Hardy, portando la signora Magnolia all’esasperazione: “È disordinato! Mangia l’uva a letto!”. Ollie deve convenire: “Era passato a trovarci cinque minuti, ed è qui da due anni!”. Scongiura la moglie, il suo addio potrebbe avere pessime conseguenze finanziarie, lo zio Bernal ha promesso che saranno i suoi eredi. Per tutta risposta, Magnolia getta a terra due vasi di fiori e sbatte la porta.

Se n’è appena andata che, senza preavviso, il ricco zio Bernal si presenta a casa Hardy. Ollie deve decidere in un attimo: Stan dovrà fingersi sua moglie, del resto lo zio non l’ha mai vista… Oltre ai vestiti della moglie, Ollie consegna a Stan un oggetto per dare forma ai seni.

“Non è una gran bellezza, zio, ma sapessi quant’è divertente!”. Lo zio approva, ma alla vista di Stan il suo sguardo oscilla fra lo sconcerto e il disgusto. Tuttavia, insiste per portarli a cena in un locale notturno. Stan indossa un abito da sera, varie collane di perle e una stola, le calze da donna gli fanno il solletico, la parrucca è orribile, l’insieme appare terribilmente sgraziato, e tuttavia viene importunato da un ubriaco. Costretto a prendere le difese della moglie, Ollie rovescia una scodella di zuppa sulla testa del molestatore.

Comincia l’escalation distruttiva, sotto lo sguardo sempre più perplesso dello zio. Quando la parrucca cade, lo zio sbotta: “Lascerò i miei soldi a un ospedale per cani e gatti”.

Vediamo lo sguardo patetico di Ollie, che dice a Stan di aver appena perduto sua moglie e la sua fortuna e chiede “Cosa potrebbe capitarmi di peggio?”. Riappare l’ubriaco e gli rovescia sulla testa un piatto di zuppa.

Wrong Again (Un cavallo per un quadro), Leo McCarey, 1929

Inviato: 19/02/2020, 10:42
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... ey-1929-9/

Blue Boy è il nome dello splendido cavallo bianco che un uomo facoltoso sta per regalare alla figlia; come inservienti, lavorano in quella scuderia anche Stan e Ollie, con qualche difficoltà nell’uso del forcone per il fieno e nel riempire un secchio d’acqua… Per caso, Ollie sente dire che il famoso Blue Boy è appena stato rubato, e a chi lo ritroverà viene offerta una ricompensa di 5000 dollari.

Ollie guarda il cavallo, sente la fortuna fra le mani, si procura l’indirizzo: 46 Collingwood Place… Nella scena successiva, vediamo due ladri alle prese con un famoso quadro – The Blue Boy, di Thomas Gainsborough – , irrompe la polizia e li arresta. Il proprietario del quadro viene avvisato del ritrovamento.

Ma l’equivoco ormai si è messo in moto. Confidando nella ricompensa, i nostri arrivano con il cavallo. Dal piano di sopra, senza vedere l’animale, il padrone di casa (Dell Henderson) chiede di portare Blue Boy nel salone. Ollie non si scompone certo per così poco. Dice a Stan: “È casa sua, è il suo cavallo, faremo come dice”. Appena Stan arriverà a cogliere questo concetto, potrà accettare qualsiasi altra cosa insolita. Ecco, il padrone di casa chiede di mettere Blue Boy dove è sempre stato, sopra il pianoforte. Ollie non ha più dubbi: “Questi miliardari sono bizzarri, pensano esattamente il contrario della gente comune… Per esempio, adesso sta facendo il bagno, ed è appena lunedì!”. L’inversione di senso è raffigurata da un movimento semicircolare della mano compiuto da Ollie e imitato da Stan.

Ollie fa cadere una statua di marmo, un nudo di donna: cerca di rimediare, risistema i pezzi, ma seni e glutei finiscono per trovarsi sullo stesso lato… Per Stan, è l’ennesima prova dell’eccentricità dei ricchi.

Contrariamente alle aspettative, far salire il cavallo sul pianoforte si rivela facile: basta fargli seguire il vaso di fiori che stava masticando. Poi il cavallo comincia a scorrazzare per il salone e si diverte a giocare con le bombette dei due, facendoli litigare. Quando una gamba del pianoforte cede sotto il peso, Ollie cerca di sollevarlo; l’aiuto di Stan è al solito controproducente, lo vediamo costantemente occupato a rimproverare il cavallo, che gli butta a terra la bombetta.

Arrivano alla villa la madre del padrone di casa e i poliziotti con il quadro recuperato. Stan e Ollie comprendono di aver fatto un errore, fuggono a gambe levate e, una volta tanto, senza pagare pegno. Nella concitazione, è colpa di altri se il capolavoro pittorico viene distrutto.

Men O’War (I due ammiragli), Lewis Foster, 1929

Inviato: 19/02/2020, 10:43
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... er-1929-8/

Candida uniforme, bianco anche il cappello, i nostri passeggiano all’interno di un idilliaco parco: c’è il sole, sta suonando un’orchestrina, una lavandaia ha lasciato cadere un indumento bianco dalla cesta della biancheria… Stan e Ollie vedono due ragazze sole. Si scambiano sorrisi e ammiccamenti. Una ha perso i guanti, i nostri hanno appena raccolto delle mutande, l’equivoco è immediato, per fortuna arriva un poliziotto con i guanti… Ma Ollie non può certo lasciarsele sfuggire: “Potrei essere così ardìto da chiedervi dove andate di bello?”.

Anne Cornwall è la ragazza castana, Gloria Greer la bionda. Per impressionarle, i due offrono da bere; il chiosco è gestito dallo sguardo truce di James Finnlayson. Prima di effettuare l’ordinazione, Stan si rende conto di possedere solo 15 cents, quegli spiccioli non possono bastare per 4 bibìte… Ollie spiega a Stan che dovrà rinunciare alla sua. Ma al momento di ordinare, anche Stan chiede la sua bibìta. Per due volte, prendendolo da parte, Ollie torna a spiegargli la parte che deve recitare. Quando arrivano le 3 bibìte, Ollie concede a Stan di bere la sua metà. E lui beve tutto il bicchiere.

“Perché l’hai fatto?”, chiede Ollie esterrefatto.
Tutto contrito, Stan risponde: “Non avevo scelta. La mia metà era quella sotto”.
Il barista batte lo scontrino: 30 cents. Ollie se ne va con le due ragazze, lasciando Stan nei guai (mentre si allontana, l’occhiata di Ollie alla telecamera è esilarante). Stan riesce a cavarsi d’impiccio, vincendo un mucchio di monetine alla slot machine… Il chiosco affitta barchette per brevi gite sul lago. I due ammiragli hanno i soldi per affittarne una, come un pascià Ollie si accoccola fra le due ragazze, mentre Stan va ai remi. Non si allontanano dalla riva: legata al molo, la barca gira intorno a se stessa

Il finale è una variante delle torte in faccia. Stan e Ollie cominciano a litigare e a farsi i dispetti, il litigio si allarga ad altre barche, le due ragazze ridono da pazze. Per la disperazione di Finnlayson, il combattimento si estende catastroficamente a tutte le piccole imbarcazioni che galleggiavano sul laghetto.

Filmato nel maggio 1929 nell’Hollenbeck Park di Los Angeles, è una specie di sequel di Two Tars (1928), con Stan e Ollie che rientrano nei panni dei marinai in licenza. La gag della bibita è ripresa da un’altra comica muta del ’28: Should married men go home?. Prodotto da Hal Roach per MGM, sceneggiato da Leo McCarey e fotografato da George Stevens, è il terzo cortometraggio parlato della coppia.

One Good Turn (Andiamo a lavorare), James W. Horne, 1931

Inviato: 19/02/2020, 10:44
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... ne-1931-7/

idillio bucolico: in un boschetto, Ollie sta lavando i panni mentre Stan prepara il pranzo. Ma l’inettitudine di Stan è incurabile: inciampa una, due, tre volte, e manda a fuoco la loro tenda, poi cerca di spegnere l’incendio con qualche bicchiere d’acqua (ci sarebbe un ruscello lì accanto), infine vi getta sopra la zuppa.

Vittime della Grande Depressione, si ritrovano senza tetto, senza soldi e senza vestiti di ricambio; con l’unico bene rimasto, la solita Ford T, rientrano in città, ma la fame li spinge a suonare a una casa, all’interno della quale si stanno facendo le prove per uno spettacolo teatrale. Tutto compìto, Ollie chiede aiuto alla vecchina (Mary Carr) che va ad accoglierli: “Non assaggiamo cibo da tre lunghi giorni”. Specifica Stan: “Ieri, oggi e domani”.

La gentile vecchina promette loro un pasto caldo. In cambio, i due decidono di spaccare un po’ di legna. Al solito, è Ollie a dare gli ordini, e Stan dovrebbe usare l’accetta perché che una volta ha affermato che suo padre era nel commercio di legname. Infatti: “Vendeva stuzzicadenti”. Immaginate sopra la testa di chi cadrà il primo ciocco tagliato.

A tavola, i due cominciano a farsi i dispetti. Poi, non comprendono che si tratta di un testo teatrale, quando lo strozzino (James Finnlayson) minaccia la vecchina di sfratto se non pagherà i suoi debiti entro poche ore. Generosi e riconoscenti, per aiutare la vecchina Stan e Ollie mettono all’asta la loro automobile. Che finisce distrutta.

Per un equivoco (un ubriaco – Billy Gilbert – ha infilato un portafoglio nella tasca di Stanlio, senza che questi se ne accorga), Ollie accusa l’amico di aver derubato la vecchina: “Dunque un ladro è vissuto accanto a me, come un serpe nel mio seno!”. Lo trascina davanti all’anziana signora a furia di calci e spintoni, con Stanlio che piagnucola e si dichiara innocente. Scoperta la verità, la sua vendetta sarà dolorosa quanto spettacolare.

Blotto (La sbornia), James Parrott, 1930

Inviato: 19/02/2020, 10:45
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... tt-1930-8/

Un tranquillo salotto borghese: Stan è sposato (Anita Garvin), fuma nervosamente la pipa mentre lei fa un solitario e lo guarda con la coda dell’occhio. Stan chiede il permesso di uscire per incontrare Ollie, ma lei glielo nega… Girato presso gli Hal Roach Studios di Culver City. Il numero che Ollie compone al telefono per chiamare Stan (Oxford-0614) era il vero numero telefonico di casa di Laurel. Resta l’unico film in cui Stan è sposato e Ollie no.

Ollie telefona all’amico, che per paura finge si tratti di un altro, ma la moglie si insospettisce, fa finta di andarsene e origlia quel che si dicono; Ollie suggerisce a Stan di spedirsi un telegramma per un affare urgente, e di non dimenticarsi di portare una bottiglia di liquore.

La dispotica signora Laurel gioca come il gatto col topo, svuota il liquore nel lavandino e riempie la bottiglia con un imbevibile intruglio. Stan si finge molto dispiaciuto per dover uscire, la signora Laurel lo saluta sulla porta e saluta pure Ollie.. “Ha mangiato la foglia?” chiede lo scapolo. “No, non ha il minimo sospetto” risponde il marito.

Vanno a divertirsi in un night club, il capocameriere è Tiny Sandford. Ordinano lo stretto indispensabile, seltz e ghiaccio, vorrebbero tenere nascosta la loro bottiglia (siamo in pieno Proibizionismo), ma nell’aprirla Stan rovescia il tavolo e fa un gran baccano. È Ollie, col seltz e gesti signorili, a comporre il cocktail. Vedendo le sue smorfie, la bevanda dev’essere disgustosa, ma lui deve mostrarsi uomo di mondo e commenta: “Un liquore di grande marca si riconosce subìto”. Stan chiosa: “È un nettàre”.

Ollie prepara un secondo giro, mentre sulla pista da ballo si esibisce una specie di Joséphine Baker. Terzo giro: i due ridono fragorosamente, credendosi ubriachi. Intanto, la signora Laurel ha comprato un fucile e una scatola di cartucce, sa bene dove trovarli. Arriva al locale mentre il marito e l’amico si sganasciano dalle risate; euforico per averle sottratto il liquore, Stan le mostra la bottiglia vuota. Appena lei gli dice cosa conteneva, i due tornano immediatamente sobri: Ollie annusa la bottiglia e lancia il suo desolante camera look… Fuggono, presi a fucilate.

The Hoose-Gow (Lavori forzati), James Parrott, 1929

Inviato: 19/02/2020, 10:46
da Gaetano
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FONTE: https://rudighedini.wordpress.com/2019/ ... tt-1929-7/

Appena arrestati, Stan e Ollie faticano a scendere dal cellulare stracolmo che ha scaricato i compagni di sventura. Timidamente Ollie si avvicina al poliziotto (Tiny Sandford) per protestare la loro innocenza: “Noi stavamo solo guardandolo, l’anello”.

Dopo un immediato tentativo di fuga, con degli scalcagnati complici attivati da altri detenuti, Stan e Ollie finiscono a spaccare pietre. Nelle mani di Stan, il piccone mostra una sinistra fantasia nel trovare continui modi per ridurre a brandelli l’abbigliamento di Ollie (cappello, giacca, pantaloni) e colpirlo dolorosamente. Arriva il momento del rancio, i due si fanno ingannare dagli altri detenuti e vanno a sedersi al tavolo delle guardie, dove Stan ci allieta con la classica gag della boccetta di sale lasciata aperta, che va a rovinare la zuppa di Ollie.

Per conquistare il favore del cuoco del campo di lavoro, i due promettono di portargli un po’ di legna da ardere. “Più legno, più cibo”, commenta Ollie, che dopo un rapido sguardo decide di abbattere un albero. Non hanno visto che sopra l’albero stanno una torre di avvistamento, una guardia e il suo fucile.

Per ispezionare il campo, arriva il Governatore (Finnlayson), accompagnato dalla moglie e da un’amica. Spazientito dall’ennesimo problema provocato dal piccone di Stan, Ollie lo scaglia lontano e colpisce il radiatore dell’auto dell’illustre ospite. Per bloccare l’uscita dell’acqua, i nostri seguono il suggerimento di un detenuto e versano del riso nel radiatore. Il riso ribolle, tracima come un geyser. Comincia una frenetica battaglia a manciate di riso in cui nessuno (detenuti, guardie, Governatore e sue eleganti ospiti) può restare al riparo. Le torte in faccia sono la livella della società capitalistica, riducono tutti allo stesso livello. Approfittando della confusione generale, Stan e Ollie tentano la fuga, ma la malasorte li perseguita.

Scritto e filmato fra agosto e settembre, venne rilasciato da Hal Roach per MGM nel novembre 1929.