Il cinema comico

Il mondo della comedy cinematografica americana

Per capire meglio il terreno in cui è nato, si è evoluto ed affermato il cinema comico americano bisogna riandare alla New York degli inizi del 900, quando il primo cinema consisteva nella proiezione di quelli che oggi chiameremmo documentari, cioè nella rappresentazione di vedute di luoghi e di monumenti del mondo.
Il nuovo tipo di spettacolo attraeva specialmente gli immigrati che non conoscevano bene l’inglese e che disponevano sia di tempo che di denaro per il lavoro ben retribuito rispetto agli standard europei. Ed immigrati furono i primi ad intuirne la potenzialità e ad improvvisarsi produttori cinematografici a cominciare da Marcus Loew e da piccoli artigiani e commercianti come Fox di professione tintore, i fratelli polacchi Warner meccanici, il russo Burt Mayer commerciante in rottami ferrosi, il polacco Samuel Goldfish che cambiò il nome in Goldwyn. Il supporto economico di Wall Street è venuto solo in tempi successivi consentendo la creazione e gli accorpamenti delle grandi case di produzione come la Goldwyn-Mayer.
E’ in questo periodo che, accanto al grande cinema delle prime vamps e degli inseguimenti, nasce il film comico. Ma mentre il filone dei drammi storici e d’appendice trova subito interessanti sviluppi anche dall’altro lato dell’Atlantico, e particolarmente in Francia ed in Italia, il film comico, con l’unica eccezione del francese Cahrles Pathé, è invece esclusivamente americano.

Mack Sennett

Ne è indiscusso padre , al secolo Mikall Sinnott, che nasce in Canada nel 1890, figlio di immigrati irlandesi, universalmente riconosciuto “Re della comica” (The King of Comedy). Alla sua scuola appartengono pressoché tutti i comici americani, compresi i grandi ed i grandissimi. Per dare un’idea dell’importanza del personaggio basterà dire che nel solo 1914 ha diretto 35 films di Charlie Chaplin. Comincia la sua attività artistica nel 1908 nei primi films biografici ai quali partecipa Mary Pickford. Le sue prime regie sono del 1910. Due anni dopo in società con due allibratori di dubbia fama fonda la Keystone Production Company per la produzione di brevi comiche improvvisate sul set, fino a due per settimana, spesso basate sulle disavventure di una squadra di poliziotti sprovveduti, i Keystone cups. Provvede subito alla assunzione di Roscoe Fatty Arbuckle e nel 1913 del giovane Charles Chaplin. Due anni più tardi fonda con i fratelli Griffith la Triangle Films che lancia attori del calibro di Gloria Swanson, Wallace Beery, Carole Lombard e Bing Crosby. Nel 1917 assume anche Harry Langdon, l’eterno bambino.
Conosciuto per i suoi denti scuri da ostinato masticatore di tabacco, egli non disdegna di partecipare alle riprese anche come attore malgrado che quelli veri tentino di dissuaderlo considerandolo del tutto negato.

Hal Roach

Altro personaggio di primaria importanza è Hal Roach, nato nel 1892 e morto centenario nel 1992, famoso prima di tutto come produttore (sono suoi circa 650 films), ma anche come regista e scrittore di testi. La sua attività di produttore comincia nel 1915 quando si trova a disporre di una eredità di 3.000 dollari e per prima cosa assume come attore principale l’amico Harold Lloyd. Appartengono alla sua produzione moltissimi dei migliori films di Laurel e Hardy e anzi proprio per uno dei loro “Music box” vince l’oscar nel 1932. Ancora un oscar nel 1937 ed un Honorary Award per i suoi meriti cinematografici nel 1984 alla rispettabile età di 92 anni.

Larry Semon

Fra i primi attori comici dell’epoca troviamo Larry Semon (Ridolini), attore, scrittore,regista, produttore. Un clown con la faccia imbiancata, perennemente in bombetta e salopette, dalla comicità frenetica, fatta di corse a perdifiato e cadute rovinose, intesa quasi a sfruttare a fondo le possibilità di espressione dinamica del mezzo cinematografico, purtroppo morto in miseria a soli 39 anni di polmonite.

Harry Langdon

E poi Harry Langdon attore di vaudeville, avvicinatosi al cinema a 40 anni, interprete fra l’altro di films scritti per lui da Frank Capra, allora autore di testi comici per Sennett. Langdon si staccò dallo stereotipo comico vigente all’epoca creando il personaggio di un bambino di mezza età, dagli occhi chiari perennemente spalancati, trasognato e ingenuo. Ebbe un grande successo tra il 1926 e il 1927 specialmente col film Tramp,tramp,tramp, in cui comparve l’allora sconosciuta ventiduenne Joan Crawford, ma poi commise l’errore di sopravvalutarsi. Lasciò Capra per fare tutto da solo ed ebbe un rapido calo di notorietà scomparendo e finendo con lo scrivere battute comiche per Laurel e Hardy e anzi fu quest’ultimo ad offrirgli una parte importante in Zenobia nel 1939.

Max Linder

Un’altra figura comica particolare è quella inventata da , francese di nascita come testimonia il suo nome originale Gabriel Bordeaux, definito dalla critica il più grande clown prima di Chaplin e creatore di battute e gags sfruttate da tutti i comici successivi, lo stesso Chaplin compreso. Max Linder, interprete in Francia di circa 400 films per la Pathé, veste i panni di un signore serio ed austero coinvolto suo malgrado in situazioni comico-grottesche. Ha combattuto nella prima guerra mondiale riportando gravi menomazioni fisiche e anche psichiche a causa dei gas asfissianti. Sbarcato in America nel 1920 ha interpretato pochi films non incontrando il successo che forse meritava. Torna in Francia nel 1922 sfiduciato e depresso avviandosi verso una tragica fine, suicida con la moglie a 42 anni.

Fatty

A quella stessa epoca appartiene Roscoe Arbuckle, più conosciuto col suo nomignolo Fatty (Grassone), certo appropriato se è vero che alla nascita pesava 16 libbre, che sono 8,35 Kg. Nato nel 1887, ha girato il mondo giovanissimo con una compagnia di varietà e poi, tornato in California, fu scritturato da Mack Sennett nel 1913 a 40 dollari la settimana. Fatty, che viene ricordato per 150 films , alcuni con Buster Keaton e con Charlie Chaplin di cui è stato maestro, possedeva una particolare agilità nonostante la mole (140 Kg.), ma non si considerava un comico ed anzi non ha mai usato il suo peso per far ridere. Nel 1917, avendo formato la Compagnia Comique col produttore Joseph M. Schenck, assume un giovane attore, Buster Keaton, che aveva trovato a New York La sua carriera fu compromessa nel 1921 da uno scandalo che lo vide coinvolto in un caso di omicidio colposo dal quale, ancorché assolto dopo tre giudizi, non si risollevò più.

Harold Lloyd

E poi Harold Lloyd, il comico con gli occhiali, creatore di un personaggio gentile e raffinato, coerente con la sua notevole cultura classica e con la sua personalità seria e posata. Ne può essere testimonianza il fatto che egli si sia sposato una sola volta mentre molti suoi colleghi dell’epoca cambiavano le mogli quasi come le camicie. Egli però amava inserire nei suoi films anche azioni spericolate che praticava personalmente, senza controfigure, tanto da meritarsi il titolo di “the king of dare devil comedy” (il re della comica temeraria) ed inoltre è l’unico attore nella storia del cinema che abbia acquistato i diritti su tutti i films in cui compare.
Grande merito di Lloyd è di aver saputo adattare lo stile dello short comico allora in voga al lungometraggio. Egli è anche famoso per la sua splendida villa “Green Acres” con 44 stanze, 26 bagni,12 fontane, 12 giardini, compresa nell’elenco nazionale dei luoghi storici, ma soprattutto per aver impersonato, con la sua esuberanza mai stanca, lo spirito dell’americano del dopoguerra

Fratelli Marx


Citazione particolare meritano in questo contesto i Fratelli Marx, che costituiscono con Laurel e Hardy gli unici importanti esempi di Comedy team (complesso comico). Chico (Leonard), Harpo (Arthur), Groucho (Julius) e Zeppo (Herbert) Marx, di origine ebreo-tedesca, nascono a New York alla fine dell’ottocento e calcano precocemente le scene con la madre, attrice di vaudeville. Formano dapprima il gruppo “The four nightingales ( I quattro usignoli)”, presto mutato in “I quattro fratelli Marx”, portando in giro per i teatri d’America un tipo di umorismo surreale e grottesco. Solo tardivamente, tra il 1929 e il 1933, approdano al cinema con alcuni films, che sono forse i loro migliori, ma non trascurano le comiche radiofoniche, molto ben pagate, per la pubblicità di un tipo di carburante. Abbandonati da Zeppo, che non condivideva le scelte di stile degli altri, “I tre fratelli Marx” furono scritturati dalla MGM e con quella lavorarono a due – tre films di successo fra il 1935 e il 1938, mentre quelli successivi ne evidenziano il declino. Si ripete anche in questo caso la costante che vuole l’afflosciarsi della verve umoristica dei comici nel momento in cui si accostano alla grande produzione cinematografica, che offre contratti d’oro, ma che esige rigida programmazione e 40 – 50 ore settimanali di teatro di posa.

Sono ovviamente di questo mondo e di questo periodo i grandissimi Buster Keaton e Charlie Chaplin

Buster Keaton

Joseph Francis Keaton, chiamato Buster (letteralmente “che toglie il respiro”) secondo alcuni per essere rimasto intatto dopo una paurosa caduta a pochi mesi di vita, secondo altri per le sue spettacolari doti di cascatore, è nato nel 1925 ha portato nella comedy uno stile nuovo, del tutto personale, maturato sulle scene della vaudeville, calcate fin da piccolo con i genitori. Uomo di spettacolo completo, egli è ricordato come attore (circa 130 films), soggettista, regista ( ha personalmente diretto i suoi films migliori), editore e produttore. Keaton è il comico che non ride mai, ostentando anzi costantemente un viso senza espressione che gli vale i nomignoli di The great stone face (faccia di pietra) e Poker face (faccia da giocatore di poker) e mettendo a profitto le sue grandi doti acrobatiche di cascatore. Dopo l’iniziale sodalizio con Roscoe Fatty Arbuckle, di cui praticamente fu spalla in una quindicina di films, e dopo il servizio militare in Francia durante la prima guerra mondiale, tra il 1919 ed il 1928 dirige ed interpreta le sue cose migliori tra cui il famoso The General (1926). Il suo passaggio alla MGM, che non lascia iniziativa agli attori, e l’avvento del sonoro gli sono fatali. Rapido calo della notorietà, depressione, resa all’alcool, ricovero ospedaliero sono le tappe di un triste declino interrotto, da qualche parentesi come l’offerta da parte della MGM di un contratto da 100 dollari la settimana come gagman, la partecipazione a Limelygt nel 1952 con Chaplin e l’Oscar, assegnatoli nel 1959 per i suoi speciali meriti.

Charles Chaplin

Charles Spencer Chaplin è uno dei più importanti artisti della storia del cinema e non soltanto di quello comico. Nasce a Londra nel 1889, figlio di una povera attrice di varietà con problemi psichiatrici che richiederanno prima alcuni ricoveri e poi il definitivo internamento. Charles vive dunque infanzia ed adolescenza per le strade e negli orfanotrofi di Londra toccando con mano la miseria e maturando esperienze che impronteranno in seguito la sua arte. Dopo alcune comparse da ragazzo in teatri londinesi viene scritturato nella compagnia “Mumming Birds” (Gli uccelli muti). dall’impresario di sketh Fred Karno il quale pochi anni dopo lo porta in America con Stan Laurel, che è di un anno più giovane.
Ma mentre Laurel continua per qualche tempo con le vaudeville, Chaplin nel 1913 passa al cinema accettando una ricca offerta di Mack Sennett ( The King of Comedy ), che produceva comiche a ciclo continuo e ne gira moltissime, fino a due alla settimana, inventando il personaggio del vagabondo che lo ha reso immortale. Dotato di grande iniziativa e di superba inventiva si impadronisce in breve della tecnica cinematografica e la innova al punto di essere in grado già l’anno successivo di arrivare anche alla regia.
Nei quattordici anni che seguono, passando da un produttore ad un altro fino ad assumere in proprio anche la produzione, esprime il meglio della propria arte virando nei suoi films dall’ improvvisazione degli inizi ad un culto quasi maniacale del perfezionismo.
Verso la fine degli anni trenta arriva la grande rivoluzione del sonoro con la conseguente scomparsa della maggior parte dei divi del muto, ma Chaplin sa che il suo vagabondo non sarebbe più lo stesso se parlasse e insiste ancora con i muti Luci della città (1931) e Tempi moderni (1936). Ma poi abbandona il suo amato personaggio e si arrende al sonoro con Il grande dittatore (1940), parodia di Adolf Hitler, Monsieur Verdoux (1947) e Luci della ribalta (1953). Bandito dagli Stati Uniti con l’accusa di comunismo nel periodo maccartista, muore in Svizzera nel 1977, non senza aver ottenuto prima grandi riconoscimenti come la Commenda della Legion d’Onore ed il Leone d’Oro a Venezia nel 1971, la trionfale accoglienza a Los Angeles per l’Oscar alla Carriera nel 1972 e la nomina a baronetto da parte della Regina d’Inghilterra nel 1975.

In questa galleria di uomini del cinema comico americano meritano un posto certamente non secondario Stan Laurel e Oliver Hardy, il team comedy, cioè il complesso comico, del cinema più noto e più amato dal pubblico ancora ai giorni nostri. La caratterizzazione dei due personaggi componenti la coppia costituisce, come quella del vagabondo di Chaplin, un rarissimo esempio di invenzione geniale da parte di gente dotata di inarrivabile senso dello spettacolo. Ma il loro successo è anche legato al grande intuito di cogliere a volo l’occasione dell’avvento del sonoro, che ha invece determinato la fine di quasi tutti gli altri ed almeno grandi problemi ai pochi sopravvissuti .

Stan Laurel

Arthur Stanley Jefferson, in arte Stan Laurel, nasce in Inghilterra nel 1890, figlio di un attore e manager teatrale. A sedici anni già calca le scene e giovanissimo viene scritturato da Fred Karno per una sua compagnia di music-hall che gira il mondo. Nel 1910 è già una prima volta in America e vi ritorna nel 1913, questa volta avendo Charlie Chaplin come collega di compagnia. Laurel ha 23 anni e Chaplin 24.
Mentre Chaplin lascia subito il teatro per il cinema comico di Mack Sennett, Laurel continua con il vaudeville e si accosterà al cinema solo nel 1917 partecipando ad alcuni short comici negli studi di Hal Roach. Passerà poi alla Metro indi alla Universal e poi ancora con Hal Roach, presente complessivamente in una settantina fra “one- reel” e “two-reeles ( reel è il rullo di pellicola della durata di una dozzina di minuti).
Tra il 1926 e il 1927 gira una decina di films in cui è anche presente Oliver Hardy, ma i due non hanno ancora formato la coppia che sarà conosciuta in tutto il mondo.

Oliver Hardy

Oliver Norvelle Hardy nasce in Georgia nel 1892 da famiglia di origine scozzese. Amante della musica, frequenta il conservatorio ottenendo ottimi risultati nel canto, dotato com’è di una bella voce. Nel 1910 a 18 anni apre una sala cinematografica e, attratto dalla nuova arte, si presenta nel 1913 alla Lubin Motion Pictures e ottiene alcune parti. Tre anni dopo si trasferisce a New York, lavora come cantante in un cabaret, gira numerose comiche e poi nel 1917 si trasferisce in California dove partecipa ad una quindicina di films, fra cui un western.
Scritturato da Hal Roach nel 1926, Oliver Hardy comincia a girare films nel cui cast è presente anche Stan Laurel (Twenty minutes from Hollywood, Flying elephants, Why girls love sailors), ma è in The battle of the century(1927) che comincia a formarsi la coppia che diverrà famosa. La caratterizzazione dei due personaggi e l’affiatamento andranno rapidamente perfezionandosi come pure la qualità del prodotto per merito di soggettisti, regie e produttori, ma soprattutto di Laurel che è l’anima e la mente creativa del duo.
Viene oggi da sorridere pensando come Babe Hardy, che il mondo ricorda eternamente sorridente mentre fa sfarfallare la cravatta, si sia accostato al cinema interpretando parti da cattivo e come Hal Roach abbia dovuto all’inizio insistere molto per convincere Stan a continuare nella parte dello sprovveduto piagnucoloso che egli non gradiva considerandola umiliante.
La coppia Stan Laurel e Oliver Hardy ha dunque iniziato una cavalcata che, superando in scioltezza l’ostacolo dell’avvento del sonoro, fatale a pressoché tutte le stars del muto e perfino al vagabondo di Chaplin, durerà una ventina d’anni. Anche la transizione dal corto al lungometraggio e al film musicale non li ha sorpresi, anche se molti preferiscono la freschezza, la spontaneità e l’inventiva della loro produzione dei primi anni trenta.
La critica si é chiesta spesso quali siano state le cause vere del loro successo. Probabilmente lo straordinario di questa coppia sta nel fatto che non si tratta dell’incontro di due attori che, trovatisi fortuitamente insieme, hanno raggiunto un buon affiatamento, pur mantenendo ciascuno il proprio carattere. Ciò che si è creato tra loro è stato invece un rapporto di reciproca, assoluta complementarietà, una simbiosi, un unicum completo ed armonico le cui componenti hanno perso individualità, al punto che, quando all’inizio di un film ne appare solo uno, lo spettatore è portato inconsapevolmente a sorvegliare i lati della scena per sorprendere la comparsa dell’altro.
Costituisce una curiosità il fatto che, mentre Laurel da quando il duo si è costituito non ha mai fatto films senza Hardy, quest’ultimo invece ne ha interpretato uno senza l’amico. E’ stato nel 1939 quando, essendo Stan ( che gestiva gli affari della coppia) alle prese con Hal Roach per un difficile rinnovo di contratto, Oliver ha vestito in Zenobia i panni di un medico chiamato al capezzale di una elefantessa. In quella occasione la parte del proprietario dell’animale fu affidata a Harry Langdon, che dopo le passate glorie si era adattato a scrivere testi e battute per Laurel e Hardy.