intervista ad Alessandro Rossini

In occasione del terzo appuntamento con la Stantio e Ollio DVD Collection, abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandro Rossini, segretario della Tenda italiana de I Figli del Deserto, l’associazione internazionale che unisce gli estimatori della coppia di comici sparsi in tutto il mondo. L’idea di un’istituzione con lo scopo di tutelare e studiare le opere cine­matografiche di Stan e Babe affon­da le sue radici diverso tempo fa; era, infatti, il lontano 1964 quando John McCabe, biografo ufficiale del­la coppia, ebbe l’intuizione di fon­darne una. Ne parlò con Stan Laurel, che fu entusiasta all’idea e partecipò personalmente alla stesura del “severo” Statuto che regola la fon­dazione: ogni associazione avrà il nome di “Tenda”, dice il regolamento, e ogni Tenda porterà il no­me di un film. Ecco svelato il mistero di “Noi siamo le colonne“, titolo scelto dagli appassionati italiani per l’oasi n. 165 dei Son of the Oesert, ormai attiva dal 1992.

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La vostra è una vera e propria passione. Da cosa na­ sce questo amore per Stanlio e Ollio?

Alessandro Rossini

L’amore per Stanlio e Ollio è un fatto del tutto personale. Ognuno lo vede a suo modo. Quello che ci unisce è lo spirito. Ci tengo a sottolineare che la nostra non è un’associazione di fanatici, piuttosto un club di estimatori. Non ci piace rinchiuderci e parlare per ore dei film; certo, facciamo anche que­sto, ma il nostro interesse è quello di ricordarli, celebrarli e, soprattutto, tramandarli nel tempo.

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in effetti la vostra Associazione coinvolge membri di tutte le età. Qual è il motivo per cui la comicità di Stan e Babe è riuscita a superare i confini del tempo e dello spazio?

Alessandro Rossini

Le prime pellicole di Stanlio e Ollio risalgono a oltre settant’anni fa. Sono dunque passati attraverso diverse generazioni, appassionando persone di tutte le età. Nella nostra associazione l’iscritto più giovane ha 13 anni, e io stesso quando sono entrato a farne parte ne avevo 15. Le racconto un aneddoto. Qualche anno fa avevamo organizzato una grossa mostra, che comprendeva una sala dove ogni giorno venivano proiettate comiche, mute e con di­dascalie in inglese. Era incredibile vedere i bambini rapiti dalle immagini. Bastavano loro due, non invee­ chianomai…

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il luogo comune vuole che i comici nella vita privata siano il contrario di quello che mostrano sul palcoscenico. Questa peculiarità si può estendere anche a loro?

Alessandro Rossini

Stanlio e Ollio non erano due persone tristi, semplicemente erano due persone serie, che amavano il proprio lavoro. Tra l’altro non erano amici intimi e questo li ha aiutati nel rispetto reciproco. Li univa una gran­ de stima, ma poi ognuno si dedicava alla sua vita privata.

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Concludendo, ci può raccontare un aneddoto divertente su questa celebre coppia?

Alessandro Rossini

Quello che le racconto non è propriamente un aneddoto divertente, ma una curiosità che non tutti sanno. Sullo schermo vedevamo Stanlio sottomesso a Ollio. Nella realtà quello che comandava era Stanley. Era lui a scrivere le sceneggiature e a dirigere i film in anonimo, spesso utilizzando nomi di registi fittizi. La scelta dell’anonimato veniva, prima di tutto, dalla volontà di non emergere rispetto ad Hardy. Un grande esempio di rispetto.
Se quello che vi abbiamo detto finora non vi basta e volete saperne di più sui Figli del Deserto, vi basterà scrivere all’indirizzo e-mail noisiamolecolonne@laurel-e-hardy.it, o fare un giro sul sito internet www.laurel-e-hardy.it, dove troverete chat, forum e tutte le informazioni su Stantio e Ollio