Il grasso e il magro

Basta vederli, anche se non fanno niente», ha detto acutamente Pierre Etaix. E questo per varie ragioni, una perché Stanlio e Ollio hanno saputo costruire due personaggi più reali di qualsiasi altro visto al cinema; un’altra – molto più cinematografica – perché hanno saputo rendere di questi due personaggi una immagine fisica perfetta, una specie di miracolo di completezza e complementarità.
Il fatto incredibile del cinema di Stanlio e Ollio, che pochissimi critici hanno capito e molti grandi comici (Etaix, Tati, Lewis) hanno subito afferrato, è proprio questa qualità, cinematografica e salottiera, di sentirci a casa nostra, tra amici, appena incomincia uno dei loro film. Certo ciò è dovuto in gran parte ad un lavoro di équipe altamente specializzato negli studi di Hal Roach e alla supervisione, meticolosa fino all’assurdo, di Stanlio sull’immagine cinematografica, ma è anche la presenza viva e reale di Stanlio e Ollio sullo schermo a compiere un miracolo raramente ripetibile, e attuale fino ad oggi. Nessun comico ha mai avuto la popolarità universale di Stanlio e Ollio. Essi non rappresentano solo un patrimonio di cultura infantile per chi era bambino nel ’30, ma anche per chi è bambino adesso.
Il fatto che ci sembra di averli sempre visti è spiegabile allora sia perché li abbiamo sempre visti, sia perché riescono (Stanlio, Ollio, i loro registi, i tecnici) a formare una immagine completa di tutto il cinema già fatto soprattutto della grande lezione dello slapstick, e che comprende – naturalmente anche tutto il loro cinema. Per questo, se da un punto di vista filologico è giusto concordare con R. Borde e C. Perrin che -Stanlìo e Ollio non sono più mal conosciuti degli imperatori romani del primo secolo» (in Laurel et Hardy, coll. «Premier Plan- n. 38), bisogna però dire che i nostri comici sono riusciti lo stesso a tramandarci la loro giusta immagine, e così bene da essere oggi molto più reali e vivi (per il pubblico) di Chaplin, Keaton, Lloyd.
Il linguaggio delle immagini di Stanlio e Ollio – come il linguaggio delle gag – ha superato l’usura dei tempi al punto di essere adatto anche alla televisione, dove la maggior parte dei film, anche recenti, crolla proprio dal punto di vista «fisico», mentre i film di Stanlio e Ollio trovano quasi la loro giusta dimensione e, diremmo, una nuova vita, visto che – cinema parrocchiali e qualche cineclub a parte – non hanno spazio nelle prime e seconde visioni.
fonte: Armando Curcio Editore; volumi allegati alla collezione delle VHS